Considerando l’alta percentuale di anziani colpiti da questa patologia cerebrovascolare, grande attenzione deve essere posta sulla riabilitazione, che mira ad un recupero funzionale per il miglioramento della qualità di vita e della gestione della quotidianità. Vediamo, quindi, in che modo è possibile fare prevenzione e quali sono i diversi ambiti di applicazione della riabilitazione relativi all’area del cervello colpita.
Ictus: cos’è e quali sono i segnali da non sottovalutare
L’improvvisa interruzione del flusso di sangue al cervello è la causa dell’ictus cerebrale, la grave patologia che insorge quando un’arteria subisce un’occlusione – che determina l’ictus ischemico, ovvero l’interruzione dell’apporto di ossigeno al cervello – o una rottura – che determina l’ictus emorragico, in cui il sangue si riversa all’interno del cervello.
Una terza tipologia, considerata meno grave, è l’attacco ischemico transitorio (TIA), una temporanea interruzione del flusso di sangue che provoca sintomi reversibili e di breve durata.
A fronte della gravità delle conseguenze che questa problematica può provocare, è particolarmente importante riuscire a individuare in tempo i segnali dell’insorgenza dell’ictus, in modo da poter agire tempestivamente. Eccone alcuni:
- Impossibilità o difficoltà a muovere un braccio, una gamba o entrambi gli arti di uno stesso lato del corpo.
- Bocca storta.
- Sensazione di “non sentire più” o di “sentire meno” un braccio, una gamba o entrambi gli arti di uno stesso lato del corpo.
- Difficoltà a vedere bene metà o parte di un oggetto.
- Mancanza di coordinazione nei movimenti.
- Incapacità a mantenere l’equilibrio.
- Problemi nel linguaggio: sia nell’articolazione delle parole, sia nel comprendere quanto detto dagli altri o nel reperire i vocaboli corretti.
- Violenta cefalea, diversa dal solito.
Tali sintomi, in alcuni casi, potrebbero presentarsi per un brevissimo periodo, rendendo complesso comprenderne immediatamente la gravità. È bene quindi non sottovalutare mai segnali che si discostano dalla normalità, soprattutto se riscontrabili in diabetici, ipertesi, cardiopatici, in presenza di obesità o colesterolo alto, oltre che se fumatori e con una vita particolarmente sedentaria.
Dal movimento alla parola, quali sono i danni provocati
Come anticipato, sono poche le persone che non riportano danni a seguito di un ictus, che nelle forme più gravi determina lesioni permanenti alle cellule nervose colpite. Il tipo di danno e la forma di disabilità conseguente sono legate sia all’area del cervello colpita sia, ovviamente, al quadro clinico e dall’età della persona colpita. Vediamo quali sono alcune delle principali problematiche.
Per quanto riguarda il movimento, può presentarsi difficoltà deambulatoria a causa della paralisi di un arto, di una metà del corpo (emiparesi) o del viso (paresi facciale), ulteriormente aggravata dell’ipertonia, ovvero l’alterazione del tono muscolare responsabile di contrazioni muscolari. Anche il deficit della sensibilità e della percezione sono possibili problemi causati dall’ictus, che compromettono la funzionalità tattile o la capacità di percepire la temperatura nelle zone paralizzate.
Anche la parola e la capacità di esprimersi possono venire compromesse per esempio dall’afasia, che oltre a creare una difficoltà nell’esprimersi, rende difficoltosa la comprensione del linguaggio scritto e parlato. A questo può aggiungersi la disartria, responsabile delle difficoltà di controllo e coordinazione dei muscoli utilizzati per articolare la parola, connessa spesso alla disfagia, la difficoltà nella deglutizione.
Non sono esclusi, ovviamente, disturbi cognitivi come deficit della memoria a breve termine o l’incapacità di apprendere nuovi compiti e attività, strettamente correlati ai disturbi emotivi. Le lesioni cerebrali, infatti, provocano cambiamenti della personalità e problemi della sfera emotiva, come depressione, disturbi del sonno, irritabilità, ritiro dalla vira sociale e pensieri suicidi.
Il ruolo fondamentale della riabilitazione
Nonostante alcune delle cellule colpite dall’ictus vengano irrimediabilmente compromesse e per questo impossibilitate a riprendere la loro funzionalità, altre sono considerate recuperabili al momento del riassorbimento dell’edema – l’accumulo di liquidi nello spazio tra le cellule.
Proprio per questo la riabilitazione assume un ruolo centrale nel recupero parziale delle funzionalità e soprattutto dell’autonomia, che mira ad accompagnare il paziente nell’adattamento alla nuova quotidianità. In questo percorso sono molte le discipline coinvolte, come la fisioterapia – che agisce sul recupero della forza muscolare, dell’equilibrio e della mobilità – e la terapia occupazionale – indicata per il ritorno alle attività quotidiane.
Anche la logopedia e la neuropsicologia si configurano come supporti essenziali, agendo sul recupero del linguaggio e la deglutizione la prima, e sulla memoria, attenzione e concentrazione la seconda. Si inserisce, infine, la psicoterapia come supporto ai disturbi della sfera emotiva
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